Italia, io ci sono.

Io fuʼ ʼn su lʼalto e ʼn sul beato monte
chʼiʼ adorai baciando ʼl santo sasso,
e caddi ʼn su quella pietra, di lasso,
ove l’onesta pose la sua fronte,

e ch’ella chiuse dʼogni vertù il fonte
quel giorno che di morte acerbo passo
fece la donna de lo mio cor, lasso,
già piena tutta dʼadornatezze conte.

Quivi chiamai a questa guisa Amore:
«Dolce mio iddio, faʼ che qui mi traggia
la morte a sé, ché qui giace ʼl mio core».

Ma poi che non mʼintese ʼl mio signore,
mi dipartiʼ pur chiamando Selvaggia;
lʼalpe passai con voce di dolore.

Cino da Pistoia, abbreviazione di Guittoncino di ser Francesco dei Sigisbuldi, è un giurista toscano vissuto a cavallo tra il Duecento e il Trecento. Come molti altri poeti del tempo si è cimentato nel Dolce Stil Novo, a mio parere troppo spesso stucchevole, ma con un tocco…

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