Terra di Siena bruciata

Passo spesso per questa strada, di corsa ma sempre con il naso a guardare questa campagna che non mi sazia mai gli occhi, che spesso rischio anche di andare fuori strada. E l’altro giorno non ho potuto fare a meno di fermarmi.

Chi conosce questa terra sa che è un’area morbida e ricca di atmosfere e suggestioni. Ma qui, come in tanti siti meravigliosi italiani, non manca mai chi dopo la mietitura da fuoco alle sterpaglie e perde il controllo delle fiamme. Siamo nel Senese, tra S. Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni, al bivio per Monticchiello.

Qui si coltivano i cereali e bruciare l’erba secca permette probabilmente di fertilizzare e sterilizzare la terra dalle infestazioni delle malerbe e delle muffe (e gli insetti pronubi, i papaveri, i fiordalisi… ai nidi delle albanelle minori ci hanno già pensato le mieti-trebbiatrici).

E in questa visione lunare, ai miei piedi in una striscia di terra semi-salvata dal rogo, tra scabiose, ceneri e viti inselvatichite, scorgo questa creatura che fa il suo lavoro come se niente fosse.

Sono lontana da lei almeno di un metro ma si accorge di me e si mette a volteggiarmi intorno (un saluto? Oppure… ma chi sei, che vuoi?) per pochi secondi… poi ritorna ai suoi fiori. E io me ne vado con il ricordo di un inaspettato incontro.

Articolo sull’incendio in Val d’Orcia:  http://www.agenziaimpress.it/news/cronaca/le-fiamme-avvolgono-la-campagna-senese-incendi-in-valdorcia-e-valdelsa-alimentati-dal-forte-vento_10228.html

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